DOTT.SSA SIMONACASTELLUCCIA

Nell’inconscio gli opposti sonnecchiano l’uno accanto all’altro; essi vengono separati soltanto dalla coscienza, e quanto più il punto di vista della coscienza è unilaterale e rigido, tanto più è dolorosa la reazione dell’inconscio.
Carl Gustav Jung







Nell’inconscio gli opposti sonnecchiano l’uno accanto all’altro; essi vengono separati soltanto dalla coscienza, e quanto più il punto di vista della coscienza è unilaterale e rigido, tanto più è dolorosa la reazione dell’inconscio.
Carl Gustav Jung




Nella stanza dell'arteterapia sono presenti il terapeuta, la persona che svolge il percorso e i materiali artistici.
La caratteristica principale dell’arteterapia è l’uso di materiali artistici classici ed extra - pittorici che vengono utilizzati come strumenti di dialogo fra la persona e il terapeuta ma anche tra il mondo interno della persona e il suo mondo esterno.
Nelle sedute di arteterapia, che possono essere individuali o di gruppo, i lavori artistici sono il mezzo per l'espressione e la comunicazione del proprio mondo interno - sensazioni, emozioni, immagini, pensieri - e offrono un luogo dove dare una forma visibile e condivisibile ai propri vissuti.
Attraverso l’esplorazione dei materiali artistici ogni partecipante potrà entrare in contatto con diversi parti di sè, aprirsi a nuove possibilità e scoperte.
Non interessa la componente estetica nè la creazione di un'espressione figurativa formalmente e tecnicamente riuscita. In tal senso al paziente non è richiesta alcuna competenza artistica.









La forza dell’arteterapia sta nel poter esplorare aspetti di sé attraverso un canale diverso da quello verbale.
Dove quindi le parole sono troppo difficili, dolorose o imbarazzanti non solo da pronunciare ma anche da pensare, l’arteterapia facilita la creazione di uno spazio in cui sia possibile avere accesso, dare forma e ricreare un dialogo con le preoccupazioni, le immagini, i conflitti, ma anche le risorse creative di ciascuno.

In un percorso di arteterapia è possibile ampliare il proprio vocabolario espressivo: spesso le persone iniziano utilizzando uno o pochi materiali per lo più nella stessa maniera.

Col tempo si potranno sperimentare materiali nuovi e trovare modi diversi per “raccontare” ciò che si ha dentro: un’emozione, un sogno, una situazione… e tutto ciò potrà essere visto da vari punti di vista: quello della persona che ha realizzato l’opera, quello dell’arteterapeuta e degli altri partecipanti del gruppo (se di gruppo si tratta) ma anche quello di tutti i personaggi presenti nel disegno… anche un albero e una finestra possono avere il loro punto di vista, basta saperli ascoltare.





Carl Gustav Jung nel testo "Scopi della psicoterapia" (1929) pone questa domanda:

"Ma perchè mai incoraggio i pazienti giunti ad un determinato stadio del loro sviluppo a esprimersi mediante il pennello, la matita, la penna? [...] Per scatenare in loro un effetto".

Quasi un secolo è passato da quando Jung faceva queste riflessioni e l'arte entrava a pieno titolo all'interno dei percorsi psicoanalitici.
Col tempo la riflessione si è ampliata e molti autori si sono interrogati su questo tipo di esperienze.
Certamente quella che oggi viene definita arteterapia può essere declinata in molteplici contesti: preventivi, riabilitativi, psicoterapeutici e psicoanalitici.

Per me l'arteterapia è uno strumento in più nella relazione, nell'incontro con la persona e può fornire possibilità di amplificazione ma anche di nuove esperienze, quando queste sono mancate.

"Oggi sappiamo quanto fortemente questa figurazione esteriore attraverso l'immagine possa agire sull'interiorità del paziente; quali sorprendenti progressi si possano ottenere, anche nel caso di pazienti gravemente malati, che la nostra parola altrimenti non raggiunge o che la nostra parola non vogliono ascoltare".

Gaetano Benedetti



Simona Castelluccia - Psicologa (P.IVA 03701280988) * Design by Free-Think.it Privacy