DOTT.SSA SIMONACASTELLUCCIA





Simona Castelluccia

Arte Terapia: luci e oscurità

Quando le luci permettono di affrontare l’oscurità

Simona Castelluccia

 

L’arte terapia è un insieme di pratiche professionali di matrice artistica finalizzate a promuovere le risorse creative degli individui, dei gruppi e delle comunità per sviluppare benessere personale e sociale, che abbia come linguaggio di vertice quello dell’arte plastico-pittorica e visiva.(1)
Qualsiasi sia lo stato e il momento in cui la persona e il terapeuta si trovano a vivere durante una seduta di arte terapia è possibile trovare delle costanti, dei temi che tornano e che ogni essere umano cerca di affrontare ed esplorare: l’incontro con il proprio mondo oscuro è uno di questi.

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L’avvicinamento e l’attraversamento di questa oscurità è spesso una questione cruciale nella vita di ogni individuo. Hillman propone delle interessanti riflessioni sulla necessità di trovare un modo di scendere ed esplorare il proprio “mondo infero” dove regna Ade insieme a Persefone.(2) Lo stesso mito di Persefone ci porta a riflettere sulla necessità di pensare al mondo degli inferi come collegato al mondo diurno: la figlia di Demetra si trova d’un tratto rapita e sprofondata nell’oscurità più profonda, strappata dalla sua fanciullezza, dalla sua protezione, leggerezza e luce, si ritrova nel buio. Nel buio deve trovare un modo per vivere la propria vita e lo fa in nel modo migliore: diventa la regina di quel regno. E forse quando ha la possibilità di lasciarlo, di tornare lassù, lasciarsi alle spalle tutta questa oscurità per tornare alla luce si muove dentro di lei qualcosa che la spinge a mangiare quei chicchi di melograno… perché tutti lo sanno, se ti nutri di qualsiasi cosa negli inferi poi sei destinato a rimanerci per sempre. Allora forse diventa una scelta rimanere anche un po’ nell’oscurità e non rifiutare tutto ciò che comporta.

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Sempre seguendo il pensiero di Hillman è possibile un collegamento tra queste riflessioni e il tema della depressione nella cultura occidentale.
“La depressione è ancora il Grande Nemico [...]. Eppure, attraverso la depressione noi entriamo nel profondo e nel profondo troviamo l'anima. La depressione è essenziale al senso tragico della vita. Essa inumidisce l'anima arida e asciuga quella troppo umida. Dà rifugio, confini, centro, gravità, peso, e un senso di umile impotenza. Fa ricordare la morte. La vera rivoluzione (a favore dell'anima) comincia nell'individuo che sa essere fedele alla propria depressione.”(3)
Una società che non consenta ai suoi membri di scendere verso il basso non può trovare la profondità ed è costretta a rimanere perennemente inflazionata in un disturbo maniacale dell'umore mascherato da crescita.
Quindi la depressione come necessità, ma in che modo è possibile “essere fedeli alla propria depressione”? Il mito di Persefone ci riconduce al nostro tema: possiamo essere re e regine del nostro mondo infero solo se esiste anche un mondo diurno, una luce a cui tornare, a cui tendere, da immaginare.

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Nelle immagini delle persone che svolgono percorsi di arte terapia, quando ci si trova a fare percorsi che scendono nell’oscurità, che rappresentano mondi bui, minacciosi e apparentemente senza via d’uscita, succede qualcosa d’importante quando una luce inizia a prendere forma nel disegno (un sole, una finestra accesa, un’ombra, delle macchie luminose in un’immagine scura…). In quel momento il processo creativo sta dando forma e testimoniando un cambiamento profondo, poiché come dice il padre dell’arte terapia archetipica e amico di Hillman, Howard McConeghey: un cambiamento nella struttura dell’immagine è l’indicatore più affidabile del fatto che si sta verificando un profondo cambiamento psicologico. (4)

Le immagini delle opere in questo articolo sono di S.M., realizzate durante un percorso di arte terapia avvenuto nel 2015.

 

1.http://www.apiart.eu/arteterapia

2.Hillman J. Il sogno e il mondo infero. Ed. Adelphi, 2003

3.Hillman J. Re-visione della psicologia. Adelphi, IV ed. 1992

4.McConeghey H. Art and soul. Spring Pubblication, 2003

Pensieri delle persone attorno, dentro e durante all’Arte Terapia

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"E' stato emozionante quando riuscivo a trovare soddisfazione nel disegno."

"E' un modo di liberarsi tramite l’arte, tramite qualche schizzo o un disegno intero. è un modo di stare bene, di essere se stessi senza essere giudicati da nessuno."

"…scoprire di star bene insieme agli altri."

"Qui dentro succedono magie."

"Il momento più emozionante… scoprire in una mia opera un ricordo della mia vita."

"Un momento di vita in cui ho potuto esprimere le mie emozioni e i miei problemi in modo artistico senza essere minimamente giudicato. è un momento ed un luogo di libertà spirituale."

"Venire qui da lei è come guardarmi allo specchio."

"E' una terapia che mi aiuta tanto a dimenticare i miei problemi."

"E' uno dei pochi posti dove ho mostrato il mio vero me."

"Questo deve rimanere liscio perché non posso sorridere su questo foglio."

"Essere qui è il mio regalo."

"Qualsiasi cosa fai non va bene in quella casa" "Qualsiasi cosa fai va bene su quel foglio".

...

 

 

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CHE COS'è L'ARTE TERAPIA?

L’arte è sempre stata una modalità di comunicazione che l’uomo ha utilizzato fin dall’antichità per esprimere contenuti di sé: si pensi alle incisioni rupestri di Lascaux in Francia fino all’arte contemporanea. 

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Dagli anni 50 del novecento l’arte ha iniziato ad essere utilizzata anche in ambito terapeutico.
In Inghilterra e in America, inizialmente, con coloro, medici e psicologi, che sentivano necessari altri canali oltre a quello verbale per parlare di sé e aiutare il paziente ad esprimersi.

ARTE...TERAPIA Realtà a confronto: Inghilterra, America, Italia

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Dagli anni 40 del secolo scorso in Inghilterra e in America l’arte e la psicologia hanno iniziato ad intrecciare le loro strade ed a trovare diversi ambiti di applicazione in comune.

In INGHILTERRA alcuni artisti iniziarono ad utilizzare l’arte in circostanze diverse.
Adrian Keith Graham Hill (1895 – 1977) durante la sua convalescenza a seguito della tubercolosi nel King Edward VII Sanatorium, sperimentò l’effetto benefico dell’arte per la sua personale ripresa e, successivamente, propose tale attività anche agli altri pazienti dell’ospedale. Era il 1939 quando Hill si occupò di insegnare arte ai soldati feriti di ritorno dalla guerra e, in seguito, ai pazienti dell’ospedale in generale.
L’artista Edward Adamson (1911 – 1996) nel 1946 portò il modello di Hill al Netherne Hospital in Surrey e lo utilizzò con i pazienti con disturbi mentali per ben 35 anni.
Nel frattempo alcuni psicoanalisti, occupandosi di sogni, di fantasie e di ricordi spesso traumatici, si resero conto che il linguaggio dell'inconscio è soprattutto un linguaggio di immagini, ed alcuni di loro, istintivamente, incoraggiarono i pazienti a disegnare. Tra di essi, Donald Winnicott (1896-1971) con bambini e adolescenti, e Marion Milner (1900-1998) con gli adulti.

L’arte e la psicoanalisi trovarono, quindi, delle aree di sovrapposizione e i confini iniziarono a mescolarsi non senza difficoltà relative alla definizione degli specifici ambiti di competenza.
Nel 1964 fu costituita l'Associazione Britannica degli Arte Terapeuti (BAAT), che all'inizio era composta in gran parte dagli artisti che da anni lavoravano negli ospedali psichiatrici.
Da allora ad oggi l’evoluzione è stata radicale: la stessa BAAT definisce attualmente l’arte terapia come “una forma di psicoterapia che utilizza media artistici come sue principali modalità d’espressione e di comunicazione”.

 

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In AMERICA l'arte terapia iniziò a svilupparsi negli anni '40 e '50, e anche qui emerse congiuntamente dal mondo dell'arte e da quello della psicoanalisi. Le due figure pionieristiche dell'arte terapia furono infatti Edith Kramer (1916-2014), che proveniva dal mondo dell'arte e lavorava soprattutto con i bambini, e Margaret Naumburg (1890-1983), che era psichiatra e psicoanalista che lavorava con pazienti psichiatrici adulti.

Nel 1969 venne costituita l'Associazione Americana di Arte Terapia (AATA) ed oggi l’arte terapia rientra nelle professioni che si occupano di Salute Mentale.

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In ITALIA la situazione si è sviluppata in tempi più recenti e con modalità diverse.
Prima degli anni ‘80 non esistevano in Italia scuole di formazione in arte terapia; erano tuttavia presenti diverse esperienze significative di studi aperti/atelier nella realtà psichiatriche e in comunità terapeutiche, condotti da operatori professionisti e artisti.
A cominciare dagli anni '80 nacquero le prime scuole di formazione in arte terapia in alcune città italiane.
Nel 1999 venne fondata l’Associazione Professionale Italiana degli Arte Terapeuti (Apiart) che decide i criteri per il riconoscimento delle scuole di formazione in arte terapia, pubblica il registro professionale degli arte terapeuti italiani e quello delle scuole di formazione accreditate. 
Nel 2013 è stata approvata la legge 14/1/2013 che definisce le disposizioni in materia di professioni non organizzate (tra le quali rientra appunto l’arte terapia).

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Riferimenti bibliografici:
www.baat.org
www.arttherapy.org
http://www.arttherapyit.org

a cura di Simona Castelluccia

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